Messaggi da fonti diverse

sabato 14 marzo 2026

Nessuno può allontanarsi da questa regola se desidera rimanere nello stato di gloria a cui Dio li ha chiamati

Messaggio del nostro Signore Gesù Cristo a Gisella in Trevignano Romano, Italia il 26 febbraio 2026

Vi dico che nell'ultimo giorno, nel Giudizio Finale, coloro alla destra del Figlio dell'Uomo e quelli alla sinistra saranno visti. Quando verrò come giudice giusto, dirò: Come avete chiuso i vostri cuori ai bisogni dei vostri fratelli e sorelle, così chiuderò le porte del Regno per voi. Ciò che non avete fatto per il più piccolo tra di loro, non l'avete fatto per Me, e la vostra colpa è tanto maggiore perché Mi conoscete, conosciute il Mio Vangelo e la Legge. Allontanatevi da Me, voi che praticate l'iniquità, poiché mio fratello è colui che mi assomiglia, e voi, sotto una maschera ipocrita, non mi assomigliate, essendo senza Amore, che è la Mia Natura. Ecco dove risiede la somiglianza nell'Amore: amore perfetto nel Primogenito tra i fratelli. Amore che divenne il più perfetto possibile nei fratelli di Cristo e nella fede. Chi non vive nell'amore e pratica opere d'amore non è fratello di Cristo — che amò fino al punto di morire per i suoi fratelli — e quindi non è suo coerede.

Coloro che furono chiamati non rimasero né sono rimasti sordi alla chiamata, né si stancarono di seguirla. Al contrario, con eroismo, andavano e vanno sulle Sue orme.

Non caddero nella disperazione se l'amore per il Signore significava per loro una successione di prove e sofferenze. Né credettero né credono che fossero meno amati se Dio permetteva agli uomini e agli eventi di perseguitarli. Al contrario, conoscendo Colui che li ha chiamati, il Suo amore e la Sua misericordia, Lo sentivano come Padre e Fratello anche nelle ore più dolorose; e confidando in Cristo, nel quale credevano fermamente, completavano il loro viaggio verso il Cielo, da cui era venuta la chiamata.

Nessuno può allontanarsi da questa regola se desidera rimanere nello stato di gloria a cui Dio li ha chiamati. Gesù, uomo per nascita da Maria — colmo di doni e caro al Padre — era un fedele amministratore ed energico nell'uso dei doni ricevuti con giustizia, come sarebbe accaduto per tutti gli uomini se fossero rimasti innocenti e pieni di grazia— (Gesù e Maria) non hanno conosciuto corruzione della carne, ma attraverso la grazia unitasi all'anima senza macchia, sono entrati nel Regno eterno, in completa glorificazione.

Commento al messaggio:

Gesù ci ricorda che ciascuno di noi affronterà due giudizi: un giudizio particolare, immediatamente dopo la morte, e un giudizio universale, quando Egli stesso ritornerà alla fine dei tempi per giudicare tutti.

Se durante le nostre vite non abbiamo aiutato i nostri fratelli in difficoltà, non saremo ritenuti degni di entrare nel Regno di Dio.

Il giudizio, quindi, sarà basato sull'amore, perché Dio stesso è amore; è la Sua natura.

Chi ha l'amore nel cuore somiglia a Dio; chi compie opere d'amore è Suo fratello; chi vive nell'amore è anche capace di dare la propria vita, di morire per gli altri, come Gesù ha fatto per noi.

I primi apostoli, dopo la morte di Gesù e dopo aver ricevuto lo Spirito Santo (Pentecoste), iniziarono tre attività: proclamavano il Vangelo a tutti i popoli, aiutavano i bisognosi (diaconia) ed erano missionari. Nel nome di Cristo, sopportarono ogni genere di prova: prigionia, flagellazione, percosse, espulsione da Gerusalemme, umiliazioni… ma le affrontarono tutte con eroismo, perché avevano conosciuto Gesù; avevano capito che Lui era il Figlio di Dio e non potevano “rifiutarsi di parlare di ciò che avevano visto ed udito.” Gesù ci dice, in questo messaggio, che la stessa sorte attende anche noi, i suoi nuovi apostoli. Nulla può farci dubitare del suo amore, nemmeno quando la vita ci sottopone alle prove più dure, quando ci sentiamo abbandonati da tutti. Dobbiamo continuare con fiducia nel nostro cammino che ci condurrà alla nostra Patria Celeste, dalla quale veniamo e dove i nostri cuori anelano a tornare.

Gesù conclude il messaggio ricordandoci che né Lui né la sua dolcissima Madre hanno mai sperimentato gli effetti del peccato (la corruzione della carne), perché sono rimasti innocenti e pieni di grazia (l’amicizia con Dio Padre), e che anche a noi sarebbe toccata la stessa sorte se fossimo rimasti puri e nell’amore di Dio.

Con questa magistrale lezione di teologia, Gesù sottolinea in sintesi uno dei tre pilastri fondamentali di questo tempo quaresimale: l’elemosina. Impegniamoci ad aiutare i più bisognosi; non rifiutiamo di offrire aiuto — sia materiale che spirituale — a chi ne ha bisogno.

Fonte: ➥ LaReginaDelRosario.org

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